Rivivi i luoghi che ci piace frequentare con i nostri bimbi

“Dormono ancora tutti: Ambra, nel suo lettino, mamma e papà qui accanto, solo con le lenzuola perché anche se d’estate è caldo le notti sono fresche e si dorme bene con qualcosa di leggero addosso. Scivolo giù dal letto e cammino verso la stanza dei giochi: lì c’è il mio trattorino. Passo davanti al laboratorio della mamma, quello pieno di pentoloni dove -come una maga o forse una strega – immerge la lana delle pecore in tantissima acqua colorata dai fiori che raccoglie con Ambra, mia sorella, e le fa bollire il tempo che serve. Lei sa fare un sacco di magie, e tra tutte questa è la più bella. Prima di arrivare alla stanza dei giochi passo davanti alla cucina, che è dove sono i segreti del papà. Lui si alza presto, prende il barattolo col lievito madre e inizia a mescolare dosi precise di acqua e farina, che poi lascia a riposare. Sappiamo tutti che dobbiamo stare molto attenti a non aprire porte e finestre, perché sennò l’incantesimo si può annullare: il
lievito non crescerebbe bene e il pane non verrebbe. Però non è mai successo. Prima di entrare nella stanza dei giochi apro un po’ la porta coi “lavori del ferro” e guardo dentro: scheletri di armadi, il tavolone da lavoro, l’ombra dell’incudine enorme, bellissimi e irraggiungibili, ma il papà mi ha detto che quando sarò più
grande mi insegnerà a fare tutto, come fa con gli altri. In autunno e in inverno infatti passano di qui piccoli gruppi di persone che vogliono imparare a fare cose e immaginano di vivere come noi. La mamma gli insegna a tingere la lana, il papà come si fa il pane col lievito madre, e poi come si lavora il ferro. Alcuni
invece vengono per le montagne, dormono qui, mangiano qui, chiacchierano coi grandi, giocano un po’ con noi e poi partono per lunghe camminate: vanno sul Lagorai, fatto di montagne altissime e piene di rocce. Fanno il giro lungo, l’alta via del granito fino in Cima d’Asta, o giretti più piccoli, come quello dei laghi di
Rava, Ravetta, Cima Frate e lago Tizzom. Se è inverno vanno a sciare oppure con le ciaspole e tornano la sera, stanchi e sorridenti, con gli occhi che luccicano. Noi siamo ancora piccoli e mia sorella non cammina così tanto, e poi d’estate c’è sempre da fare, perché si va nel campo a raccogliere i piccoli frutti fin dal
mattino presto, quindi facciamo un sacco di altre cose belle dove si fatica un po’ meno. Il mio posto preferito è il Ponte dell’Orco, sia per il nome sia perché ha una forma strana e un po’ paurosa. È un ponte altissimo, tutto di roccia, sospeso sopra la montagna e il bosco. Oggi è giugno, c’è il sole e il papà ci ha detto che potevamo scegliere noi cosa fare. Ambra vorrebbe andare ad Are Sella – dicono che è un Museo all’aperto pieno di opere d’arte ma per me è un enorme parco giochi tutto da correre, dove entri dentro le cose e ogni volta che ci vai sono sempre diverse. Di solito ci andiamo in autunno perché i faggi diventano giallo oro, i carpini rosso rame e sembra veramente di essere dentro una favola. Io vorrei andare a fare un giretto in bici, pedalare fino al lago di Levico e poi ancora fino a Caldonazzo, mangiare un panino, fare il bagno, giocare un po’ nel prato e poi tornare indietro. Tanto abbiamo le bici elettriche, e se siamo stanchi la
mamma e il papà ci portano nel carrellino. Però è strano che si devono ancora alzare tutti, se si fa tardi diventa troppo caldo e allora ci conviene andare al parco di Bieno, che è qui vicino e c’è il ruscello. O al Museo del Legno di Carzano, anzi no alle grotte di Selva e Tesino! Appena si sveglia la mamma le chiedo se stasera ci porta a guardare le stelle all’Osservatorio Astronomico di Celado. “

ALTA VIA DEL GRANITO

CICLABILE VALSUGANA E COLLEGAMENTO COL TESINO

ARRAMPICATA INDOOR E OUTDOOR